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​Risposta al comunicato della libera caccia e riaffermazione dei principi fondamentali della politica venatoria dell’ENALCACCIA

​Risposta al comunicato della libera caccia e riaffermazione dei principi fondamentali della politica venatoria dell’ENALCACCIA

31 DICEMBRE 2025

Caro Presidente Sparvoli, Enalcaccia, più che offesa dal suo comunicato, è più che altro profondamente sorpresa da tutte le elucubrazioni completamente fuorvianti per le quali la nostra Associazione si sente in obbligo di far sentire la sua voce motivando quanto affermato .

Carta canta caro Presidente, sempre ovviamente riferito a chi legge le carte . Ci sono Associazioni e non a caso con la lettera maiuscola che, con spirito propositivo, anche di concerto tra di loro, si mettono in gioco nel bene e nel male sui vari fronti per garantire il più possibile una serena e solida attività venatoria ai cacciatori .

È oramai ben noto che Libera Caccia, non partecipando praticamente a quasi nulla di costruttivo della politica venatoria e non conoscendo forse nemmeno le parole collaborazione e rispetto reciproco, invece di lavorare confrontandosi con le altre Associazioni, con il Governo, con la vita degli ATC e nelle battaglie per i calendari venatori, trova più semplice e sbrigativo cercare di allontanare dalle Associazioni di appartenenza, a proprio favore, quei cacciatori magari meno attenti alla vera realtà .

La Libera Caccia, infatti, nel suo ultimo comunicato che ha diffuso su tutto il territorio, racconta di prese di posizione di Fondazione UNA, di AB Agrivenatoria Biodiversitalia, Coldiretti, CNCN e delle tre associazioni, Enalcaccia, Federcaccia ed Arci Caccia, riguardo a presunti loschi accordi con il Governo che favorirebbero le aziende faunistico venatorie ed agro turistico venatorie, con un emendamento inserito nella finanziaria, che di fatto decreterebbero la morte della caccia sociale con annessa ipotesi di abolizione dell’art. 842 e chi più ne ha più ne metta .

È necessario ricordare, per coloro che fossero distratti, le ripetute e ferme prese di posizione dell’Enalcaccia che hanno affermato l’assoluta intangibilità dell’art. 842 che rappresenta la base fondamentale della libera caccia sociale nel nostro Paese richiamando, sull’argomento, i numerosi Comunicati dell’Enalcaccia ed, in particolare, tra i più recenti, quelli del 16 giugno 2025, del 21 giugno 2025, del 10 luglio 2025 e del 24 luglio 2025 .

Si richiama inoltre l’intervento svolto presso il Governo con lettere del 13 giugno 2025 trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Alfredo Mantovano, al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, On. Lollobrigida, al Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Sen. Patrizio Giacomo La Pietra, al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, On. Gilberto Pichetto Fratin, al Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Sen. Claudio Barbaro ed a rappresentanti di Senato e Camera .

Ciò richiamato bastava leggere il testo dell’emendamento per capire che, ad oggi, nulla cambia nell’impianto normativo di questi istituti privati constatando, come dalla nostra Associazione sempre detto, che l’art. 842 del c.c. non si tocca e non si può toccare .

Infatti l’inquadramento come impresa lascia invariato il 15% del territorio a disposizione dei cacciatori, come resta invariato il fatto che si caccia sempre nel rispetto dei calendari venatori e della L. 157/92 e resta, altresì, ferma la statuizione basata sull’art. 1 della L. 157/92 che la selvaggina rimane sempre e comunque patrimonio indisponibile dello Stato .

Sarà compito poi anche dei cacciatori, singoli o riuniti in aggregazioni volontarie o nella qualità di piccoli proprietari, difendere i loro diritti con esemplari comportamenti e con fermo ancoraggio alla esistente normativa .

Alla fine del suo comunicato scrive anche che la libertà di pensiero e di critica è sacra in un Paese libero e democratico e noi su questo siamo pienamente d’accordo e perciò le abbiamo risposto motivando punto per punto le nostre osservazioni, ma la critica, Presidente, va fatta sulla realtà dei fatti oggettivi altrimenti non è più critica ma ben altro, ahimè, più antipatico .

Scrive, altresì, che ora le cose saranno più chiare per tutti i cacciatori e anche qui credo abbia ragione, infatti non appena leggeranno il testo di legge approvato la maggior parte di loro saprà fare i dovuti ragionamenti in relazione a quanto da lei raccontato .

L’Enalcaccia, comunque, ha affermato da sempre ed ancora oggi riafferma che l’art. 842 c.c. è intangibile; una modificazione della sua struttura genuina creerebbe rivolta morale ed opposizione giuridica .

Lamberto Cardia

PRESIDENTE NAZIONALE