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Legittimo il decreto del M.A.SA.F. sul C.T.F.V.N. respinto dalla Corte Costituzionale il ricorso di ARCI CACCIA

Legittimo il decreto del M.A.SA.F. sul C.T.F.V.N. respinto dalla Corte Costituzionale il ricorso di ARCI CACCIA

Con la sentenza numero 155 depositata nella tarda giornata di ieri, la Corte Costituzionale mette un punto fermo sulle sollevate questioni di legittimità sbandierate a vario titolo sull’art. 1, comma 453, della legge n.197/2022. L’emanazione del decreto istitutivo del C.T.F.V.N. da parte del M.A.S.A.F. è, pertanto, da considerarsi pienamente legittimo ed inammissibili sono le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Consiglio di Stato su impulso ed in conseguenza del ricorso promosso da ARCI CACCIA.

La Corte ha, così, fatto chiarezza, smontando la tesi del ricorso: le vecchie regole sulla composizione del C.T.F.V.N. di cui all’art. 8 della legge 157/1992 erano già state implicitamente abrogate con il decreto legge n. 95/2012 che aveva disposto di non nominare un nuovo Comitato faunistico venatorio una volta scaduto quello allora in carica.

Ne consegue che quando il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è intervenuto con il nuovo decreto nel 2022, ha ben operato con la reintroduzione del C.T.F.V.N. e non vi è stata alcuna violazione di riserva di legge primaria.

Giova ricordarlo, ENALCACCIA ha sempre ritenuto che tutte le Associazioni Venatorie riconosciute debbano essere rappresentate nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale e ciò perché la forte voce delle “consorelle” potesse meglio rappresentare e difendere le legittime istanze del mondo venatorio; mai però Enalcaccia supporterà battaglie fratricide tra le associazioni venatorie. La crescita di una associazione a discapito di un’altra non giova a nessuno, nuoce solo ai cacciatori.

Con questa pronuncia la Corte Costituzionale chiude una infelice stagione di dubbi, ostruzionismo e di contenziosi che hanno solo rallentato il funzionamento di un organo cruciale per la gestione del nostro patrimonio faunistico.

È ora il tempo di archiviare le tensioni, mettere da parte i personalismi e iniziare a lavorare con unità di intenti. Il mondo venatorio italiano ha bisogno di risposte concrete, riforme e unità e solo un percorso comune da parte di tutte le voci rappresentative del mondo venatorio potrà garantirci risultati nelle legittime pretese e nelle durissime sfide che ci aspettano.

Guardiamo avanti assieme per garantire a tutto il mondo venatorio la certezza di vivere la propria passione, sempre nel rispetto dell’ambiente, della ruralità e della biodiversità.

Roma, 30.09.2026

ENALCACCIA P.T. NAZIONALE