Presenza di lupi in Italia - (30/12/2104) | Stampa |
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 Presenza di lupi in Italia - (30/12/2104)
 
 
 
 
 
PUBBLICHIAMO PER ESTRATTO LA PARTE FINALE DEL DOCUMENTO WILDERNESS EMANATO DOPO IL RECENTE CONVEGNO SUL LUPO
 
 
Sull’ormai eccessiva presenza di lupi in Italia è recente una stessa dichiarazione del massimo esperto della specie, il Prof. Luigi Boitani, il quale ha sostenuto (l’intervista è ancora visionabile in Internet) che bisogna rassegnarsi all’idea che prima o poi si dovrà intervenire per ridurne il numero; unico modo per ridurre i danni che essi arrecano. Sistema, peraltro, adottato in TUTTO il mondo: l’Italia è l’unico Paese in cui ci si ostina a non autorizzare la riduzione del numero dei lupi per ridurre il numero dei danni agli armenti domestici (danni che non si vogliono pagare!). O siamo i più intelligenti e saggi o siamo i più fessi o, forse, solo i soliti… più furbi! Il Lupo è cacciato o ridotto di numero in Svizzera, Francia, Spagna, Finlandia, Svezia, Norvegia, USA (Alaska compresa), Canada, Russia. E non per sterminarlo, ma solo per far si che le sue popolazioni sopravvivano senza che la società debba subire danni economici che essa non può sostenere.

Per concludere, la Regione Liguria, che non ha pensato di organizzare un “Progetto” quando, quindici anni fa, il problema cominciò a presentarsi (per capire, allora da dove arrivassero quei primi lupi), meglio avrebbe fatto a definire l’iniziativa “Problema Lupo in Liguria” e non già “Progetto”, in quanto oggi quello che serve è stabilire quanti esemplari abbatterne ed eventualmente dove proteggerlo, lasciando perdere gli studi di biologia, ormai ripetitivi di troppi inutili ricerche ed analisi che se hanno dato stipendi ai ricercatori (ecco il perché del “Progetto”, che in quanto tale presuppone l’arrivo di finanziamenti, magari europei!) non hanno risolto il problema dei danni del lupo agli allevatori (e presto anche ai proprietari di cani – pastori, escursionisti, cacciatori, tartufai –, vista l’abitudine crescente del lupo, in tutta Italia, di predare questi animali), per risarcire i quali i soldi non si trovano mai: ovverosia, sempre dominante la cultura animalista cittadina dei benestanti su quella proletaria rurale che pure è la fonte di tante risorse alimentari consumate da chi, da cittadino, ha dimenticato l’antico rapporto con la terra!

Franco Zunino
        SEGRETARIO GENERALE AIW